Il termine "osteria" viene da 'oste'. Una delle prime attestazioni del termine hostaria
si trova nei capitolari della magistratura dei "Signori di Notte", che,
come suggerito dal nome, vegliava sulla tranquillità notturna della
Venezia del XIII secolo. L'etimologia della denominazione attuale
richiama la funzione del luogo che è appunto quella dell'ospitalità.
Locali simili alle osterie esistevano già nell'antica Roma chiamati enopolium, mentre nei thermopolium
si servivano anche cibi e bevande caldi, mantenuti a temperatura in
grandi vasi di terracotta incassati nel bancone: esempi ben conservati
sono visibili presso gli scavi dell'antica Pompei
Le osterie sorsero, come punti di ristoro, nei luoghi di passaggio o
in quelli di commercio che nella fattispecie sono strade, incroci,
piazze e mercati. Ben presto divennero anche luoghi d'incontro e di
ritrovo, di relazioni sociali. Gli edifici, spesso poveri e dimessi,
assumevano importanza in base al luogo dove sorgevano e alla vita che vi
si alimentava. Il vino era l'elemento immancabile intorno al quale tutti gli altri facoltativi giravano: il cibo, le camere da letto, la prostituzione.
Nella città di Bologna a partire dal XV secolo
le osterie divennero sempre più numerose, punto di ritrovo di cittadini
e intellettuali, fino a ricoprire un ruolo di aggregazione e dibattito
molto importante nel tessuto sociale cittadino. Ancora oggi sono
numerosi i locali improntati sull'antico concetto di osteria.

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