L'orgine del cannolo è sicuramente lontana nel tempo. Nel 70a.c. Cicerone
all'epoca della sua permanenza in Sicilia come questore, parlava di un
dolce simile al cannolo odierno: "Tubus farinarius, dulcissimo, edulio
ex lacte factus", (tubo farinaceo ripieno di latte per un dolcissimo
cibo).
In realtà il riferimento del nome è legato alle canne di fiume cui
veniva arrotolata fino a pochi decenni fa la cialda durante la sua
preparazione. Quel che è certo è che il dolce fu inventato in tempi remoti per festeggiare il carnevale.
Si compone di una cialda di pasta fritta (detta scòrza e lunga da 15 a 20 cm con un diametro di 4-5 cm) ed un ripieno a base di ricotta di pecora. Per la scorza, si formano piccoli dischi di pasta (fatta di farina di grano tenero, vino, zucchero e strutto)
che vengono arrotolati su piccoli tubi di metallo e poi fritti,
tradizionalmente nello strutto, oggi anche in grassi meno costosi. Prima
delle moderne leggi in materia d'igiene, la pasta veniva arrotolata su piccoli cilindri ottenuti ritagliando normali canne di fiume, che diedero così il nome al dolce.
Il ripieno tradizionale consiste di ricotta di pecora setacciata e zuccherata. Al ripieno vengono poi aggiunti canditi ed o gocce di cioccolata infine il dolce viene spolverato di zucchero a velo.
I cannoli vanno riempiti al momento di mangiarli; questo perché, con
il passar del tempo, l'umidità della ricotta viene assorbita dalla
cialda facendole perdere la sua croccantezza. Per evitare questo
inconveniente, alcuni pasticcieri rivestono la superficie interna del
cannolo con cioccolato fuso: in questo modo, l'involucro non si impregna
rimanendo croccante per più tempo. Ecco il mio cannolo.
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